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Feedback e autostima

feedback e autostimaFinché supponiamo che nella comunicazione non ci siano giudizi, ci concentriamo sull’informazione, ma non appena intercettiamo parole legate alla nostra identità, alla nostra autostima, ci concentriamo più sul giudizio.

Quando si intacca il senso di autostima, tutta la comunicazione viene a soffrirne, è importante allora saper valutare correttamente il feedback del nostro interlocutore e, nel caso, chiedere spiegazioni.

Tutto quello che si fa, lo si fa per mantenere, difendere o anche migliorare il proprio senso di sicurezza ed autostima (V. Birkenbihl, 2003).

Questo sta a significare che ciò che facciamo ha come fine, l’apparire in modo positivo.

Se riceviamo feedback positivi, anche noi ci vediamo in modo positivo e il nostro atteggiamento mentale non può che giovarne.
Può risultare strano, ma la maggior parte delle persone generalmente non bada alle reazioni positive, a volte le da per scontate, però tiene in considerazione quelle negative.

Se nel nostro lavoro ricevessimo di continuo dei feedback negativi, prima o poi raggiungeremo quella soglia di sopportazione che non ci permetterà neanche di svolgere i compiti più semplici, perché dubiteremmo di noi stessi.

Solo attraverso un confronto con gli altri, tramite il loro feedback, possiamo stimare quanto valiamo.
Quando facciamo qualcosa, specialmente se è la prima volta che la facciamo, per sapere se l’abbiamo fatta bene abbiamo bisogno del feedback degli altri.

Molto spesso dipendiamo dall’ambiente che ci circonda, in ambito lavorativo sarà il nostro capo a prendere alcune decisioni, sarà il cliente a scegliere in quale negozio comperare e, in ambito privato, saranno i nostri amici a dirci quale comportamento di noi piaccia o meno ad essi: tutti questi responsi sono dei feedback.
Osserviamo come l’altro ci considera, se ci rilascia un feedback positivo il nostro senso di autostima crescerà, altrimenti la nostra autostima potrà sentirsi minacciata.

Quante volte il feedback ricevuto da un collega o da un cliente è stato: “Non capisco cosa vuoi da me!”, oppure “Mi ascolta mai quando parlo?”, o ancora: “Non è quello che ha detto, ma come me lo ha detto”.
Riuscire a cogliere in tempo feedback del genere in un’azienda è fondamentale per una buona comunicazione e per una buona gestione del tempo.

Le lamentele negli uffici, inutile negarlo, ci sono e ci saranno sempre e sono un sintomo di problemi comunicativi.
Se non vengono affrontati e risolti in modi adeguati, è probabile che evolvano in situazioni più complesse come un clima pesante, errata pianificazione delle attività, mancanza di collaborazione tra colleghi.

L’immagine di un’azienda passa attraverso il suo modo di comunicare: i clienti percepiscono i segnali inviati, ascoltano, provano percezioni di fiducia o sfiducia, di identità e condivisione delle informazioni trasmesse, ma soprattutto, avvertono subito se queste sono congruenti con la mission aziendale e con l’identità dei suoi venditori.

Si parla tanto oggi nelle aziende di “qualità percepita” dal cliente, certo difficilmente misurabile, ma attentamente studiata in ogni azienda che abbia un buon sistema di qualità.

Se un’azienda vuol comunicare bene all’esterno i suoi valori, le sue credenze, c’è bisogno di un livello di comunicazione interno ottimo, poiché tutti i membri di un’organizzazione aziendale sono i vettori dell’identità, dell’immagine dell’azienda, ma per sapere se si è comunicato bene quello che si voleva è opportuno che l’azienda si serva dei feedback.

Per approfondimenti: comunicare bene - ediz psiconline

 

 

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