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Pornografia virtuale

pornografia virtualeLa pornografia moderna compare in  Francia nel Secolo dei Lumi col romanzo di Restif de la Bretonne: Le pornographe; in Inghilterra nel 1857 a Oxford English: la pornografia si sviluppa secondo una specifica sistemazione geografica e temporale.

La prima diffusione avviene con i philosophical books, va dal Cinquecento alla fine del Settecento. I philosophical books raccolgono fogli scandalistici, trattati metafisici, satire anticlericali, storie erotiche, libri osceni, libelli e pamphlet.

La seconda si sviluppa sempre maggiormente in Francia nella prima metà dell'Ottocento, poi Inghilterra e solo marginalmente in Germania. I materiali sono raccolti in un settore speciale delle biblioteche di Francia (Enfer) e in Inghilterra (Private Case).

L’origine moderna della pornografia si sviluppa con la fotografia. Le immagini erotiche, prima di allora, non potevano essere riprodotte in serie e divulgate.  
In Italia, il più celebre studio pornografico è del 1850 Ai quattro pontefici, era specializzato  in immagini oscene ispirate alle vicende dell'Antico Testamento e in fotomontaggi volti a screditare papi e principesse o uomini politici come Mazzini e Garibaldi.

La terza diffusione avviene con la cinematografia che si accorge presto della forza della pornografia. Le poche pellicole porno vengono acquistate e rivendute all'interno di una cerchia ristretta di ricchi appassionati del genere: il mercato si sviluppa dopo la seconda Guerra Mondiale. Negli Stati Uniti la criminalità organizzata produce e distribuisce molte pellicole. 

La grande produzione di pornografia legale nasce con i movimenti hippy, i figli dei fiori. Lo Stato della California nel 1970  legalizza la produzione e la distribuzione di pellicole pornografiche.

Con la scoperta della rete del cyberspazio si entra nella quarta fase moderna della pornografia.

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Il format della pornografia virtuale in internet si sviluppa seguendo delle tappe. All'inizio sono  modalità classiche o primordiali come: mostrare prostitute, scrivere su di esse fotografarle, filmarle. In seguito la rete sollecita la condivisione di file  - file sharing - oppure di video  -  video sharing - o accedere a pagamento  a videoteche e  sexy shop; inoltre introduce il format Neoporn. Il Neoporn è un prodotto fatto dagli stessi naviganti. Sono dei prodotti amatoriali che le persone, con videocamere, webcam e cellulari realizzano filmati per poi metterli in rete.

Le caratteristiche di questi filmati è costituita da due fattori: uno tecnico e riguarda la quotidianità domestica, i luoghi di ripresa, l'ingenuità narrativa, l'uso di una sola camera fissa, l'assenza di montaggio; l'altro psicologico per l'intensità emotiva, l'affettività, la tenerezza e la complicità tra i protagonisti.

Questi formati amatoriali sono preferiti da quelli industriali che pongono sul mercato prodotti come  i flashgames per adulti, giochi elettronici, delle commedie  fantasy.

Con l'espansione del virtuale, tutte le forme espressive -testuali, visive e uditive - si sono contaminate e trasformate. La pornografia da veicolo di rivolta e di liberazione si trasforma in una linea ultra-naturalistica che tende ad abolire la mediazione culturale su cui si fonda l'esperienza erotica: organi genitali, comportamenti sessuali sono messi in primo piano.

Internet tende a rompere i rapporti tra il desiderio/esperienza, impedisce all’eros di transitare in altre forme di espressione.

La pornografia virtuale attacca la fluidità della libido e l’erotismo. Le pulsioni sorrette dall’immaginazione creativa cedono al dominio del virtuale che tende a governare l'immagine reale naturalistica del corpo dell'individuo sottomettendola al dominio del naturale e all'omologazione.
Internet tende ad omologare i linguaggi e i desideri ma, come sostiene Marshall McLuhan: «dalla narcosi e dall’amputazione dovrebbe scaturire un nuovo stadio più attivo e creativo».

E’ dentro questo contenitore che si sviluppa la questione della cybersex addiction ed è da qui che si deve partire per svelarne i segreti. Superata questa primitiva fase della pornografia virtuale è opportuno che si approdi ad una forma più immaginifica che elabori un desiderato in grado di generare forme erotiche erotizzanti.

 

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