Ansia e panico (1579815239457)
Mmonic, 17 anni
Vi contatto perché non so come fare, come reagire e come trovare una soluzione. Negli ultimi mesi ho il terrore di andare a scuola faccio fatica a entrare nella mia classe perché mi vengono degli attacchi, non riesco più a respirare non capisco più nulla, non riesco a stare attenta perché è come se l'unica soluzione fosse scappare da quel posto.
Ho smesso di andare a scuola ormai da una settimana non so che spiegazioni dare a mia madre che mi insulta solo da tempo, non ho più un papà a cui chiedere un consiglio mi trattano tutti come se fossi una bambina che non ha voglia di studiare ma non è così. In casa la situazione non è delle migliori e in precedenza ho avuto dei disturbi anche a causa di questo. Mi piacerebbe avere una persona che mi chieda come sto, cosa che non succede da tempo. Mi sento bloccata in tutto e non so come uscirne. Cosa posso fare?

Vuoi richiedere una consulenza gratuita online ai nostri Esperti?
Clicca qui e segui le istruzioni. Ti risponderemo al piu' presto!
Cara mmonic,
Gli attacchi di panico sono episodi di improvvisa ed intensa paura accompagnati da sintomi quali palpitazioni, sudorazione, tremore, sensazione di soffocamento, dolore al petto, nausea, vertigini, e, soprattutto, paura di morire o di impazzire.
Gli attacchi di panico sono un’esperienza terribile, spesso improvvisa ed inaspettata e, dopo la prima volta, è presente la paura di un nuovo attacco. Le persone che non li hanno mai provati fanno difficoltà a comprendere il malessere provato dalla persona quando si trova in ambienti affollati, dove non può "scappare", o in luoghi dove ricorda il malessere già provato, e quindi, nei confronti dell'abbandono fisico agito dalla persona sofferente, reagiscono solitamente in malo modo.
Sarebbe molto importante che tu ti rivolga ad uno psicologo che possa aiutarti a capire cosa ci "stia dietro" a questi segnali che il corpo ti sta mandando. Prova a chiedere a tua madre che ti accompagni da un professionista, visto che solitamente c'è bisogno del consenso dei genitori, e così potrà comprendere anche lei la gravità del problema.
Se invece tua madre dovesse ancora sottovalutare la situazione, prova a rivolgerti ad un Consultorio Familiare dove, almeno il primo colloquio, puoi farlo senza che vengano interpellati i genitori.
Cordiali saluti,
dott.ssa Eleonora Mercadante
Pubblicato in data 03/06/2020
Scrivi articoli di psicologia e psicoterapia e ti piacerebbe vederli pubblicati su Psiconline?
per sapere come fare, Clicca qui subito!