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 Cinema e Psicologia /  12 Marzo 2017 /  2095 visite

1967. Susanna Kaysen è una ragazza all'apparenza normale, con un cattivo rapporto con i genitori, piena di insicurezze e debolezze, che a volte si rifugia in un universo mentale personale. Ama scrivere, e annota i fatti della sua vita in una specie di diario.

Una sera, Susanna ingoia un flacone di aspirine con della vodka; viene soccorsa, e successivamente i genitori decidono di portarla in un ospedale psichiatrico, il Claymore Hospital; lì, Susanna firma il ricovero.

Quando lo psichiatra diagnostica un disturbo borderline di personalità e lo riferisce ai genitori, aggiungendo che spesso è un disturbo ereditario, la coppia reagisce con deciso rifiuto, non tollerando di essere associati ad una malattia mentale.

Nell'ospedale Susanna incontra le sue compagne di permanenza: la leader Lisa, affascinante sociopatica riportata nell'istituto dopo una fuga, Daisy, ricca e viziata isterica, dipendente da lassativi, Polly, sconvolta per le ustioni subíte nell'infanzia a causa di un incidente, Georgina, bugiarda patologica e Janet, una ragazza anoressica. All'inizio Lisa e Susanna hanno uno scontro: la migliore amica di Lisa, Jamie, si è suicidata quando Lisa è fuggita dal manicomio ed ora che è tornata ha una reazione violenta nei confronti della nuova arrivata: crede che voglia rimpiazzarla. Tuttavia, Susanna nel tempo stringe amicizia con l'esuberante Lisa: un giorno proprio Lisa organizza insieme alle altre ragazze una fuga nei sotterranei e riesce ad entrare in un ufficio dove troverà le cartelle cliniche redatte dalla Dottoressa Wick, primaria dell'Istituto, psichiatra di lunga esperienza. Susanna viene a sapere di essere considerata dalla dottoressa un soggetto sessualmente promiscuo, oltre che borderline. Un giorno Polly ha una crisi dopo aver osservato Susanna appartarsi in compagnia del suo ragazzo Toby: capisce che le cicatrici sul suo viso comprometterano la sua vita sentimentale. Per consolarla, Lisa e Susanna drogano l'infermiera di guardia e cominciano a suonare e cantare accanto alla porta della ragazza. Vengono rimproverate e sia Susanna sia Lisa vengono convocate nello studio della dottoressa Wick, la quale trasferisce Lisa in un altro reparto.

L'unica ad ascoltare realmente le ragazze è Valerie, un'infermiera che fa di tutto per salvare Susanna da sè stessa e dall'amicizia con Lisa, giudicata dannosa per la psiche della giovane scrittrice. Una notte Lisa, che non sopporta di dover subire l'elettroshock, raggiunge la stanza di Susanna e le due fuggono insieme. Raggiungono l'abitazione di Daisy, che era stata dimessa in precedenza. La ragazza accetta di ospitarle, ma Lisa inizia a provocarla con insinuazioni sul rapporto della ragazza con il padre (si scopre essere incestuoso). Al mattino Daisy, messa brutalmente di fronte allo squallore della sua vita, si impicca. Lisa non resta scossa per nulla dall'evento: ruba i soldi a Daisy e continua la fuga mentre Susanna, sconvolta, torna in ospedale, ora pronta ad affrontare un percorso di recupero.

Quando Lisa viene riportata nella clinica trova il diario di Susanna, e, invidiosa perché Susanna è considerata sana e sta per uscire, lo legge ad alta voce davanti a Georgina e Polly, svelando alcune considerazioni che la ragazza aveva fatto sulle due compagne. Susanna allora, accusa Lisa di essere "morta dentro" e le dice di aver capito che l'unico modo che la ragazza ha per sentirsi viva è quello di rimanere nella clinica, per tormentare le altre pazienti, e aggiunge che a nessuno importa più nulla di lei. Lisa viene scossa da queste parole e ha una grave crisi nervosa. Il giorno dopo Susanna, prima di essere dimessa, ha modo di parlare con Lisa, nel frattempo sedata e immobilizzata in un letto, e chiarire. Lisa le confessa che sentirà la sua mancanza. L'amicizia fra le due ragazze è salva.

 

 

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